Dal 7 luglio 2010 al 16 gennaio 2011 ho lavorato presso un servizio che non ha bisogno di presentazioni[1]. questo è ciò che rimane di una fantastica esperienza che non farò mai più[2]. Nomi e cognomi sono ovviamente di fantasia. tutto il resto è allucinantemente vero.
Uomo, 35 anni, sul lombardo andante:
"Buonasera signora Luni sono claudio di prontissimo come posso aiutarla?"
"Buonasera. intanto le dico che la signora Luni non c'è più. è stata una cosa traumatica, se si potesse correggere metta signor Franchi come nome"
"oddio mi spiace, le chiedo scusa.. condoglianze.."
"No ma che ha capito.. era mia moglie, mi ha lasciato.."
"Ah! Meno male! cioè, nel senso.."
"..."
Donna, oltre i 60 anni, molto seria. è sera tarda
"Buonasera Flavio[3], lei è cattolico?"
"No.. sono un pò come la maggioranza degli italiani, cattolico non praticante"
"Ah, perchè io mi voglio suicidare, sono depressa. Mi dica chi ha scritto Moby Dick"
"Herman Mellville"
"Grazie."
"posso aiutarla in qualche altro modo, signora?"
"se non è credente, no."
Donna, circa 30 anni
"Buonasera Daniela sono claudio di prontissimo come posso aiutarla?"
"Buonasera Claudio. cercavo il numero della signora Giorgi in Via Raffaello a Brescia"
"Verifico subito. perfetto, mi risulta la signora Giorgi Daniela in Via Raffaello 7 a Brescia. non vorrei risultarle inopportuno, ma è una sua omonima?"
"No no, è proprio casa mia. Sà, a volte ci si dimentica perfino il numero di casa propria."
"Certo."
Uomo, 35 anni, tono gentile. troppo
"Buonasera signor claudio, desidererei il numero del ristorante la Pineta di Cento, per cortesia"
"Verifico subito. ecco fatto. le invio immediatamente l'sms. desidera anche.."
"il messaggio l'ha già inviato?"
"Si"
"Vada affanculo."
Donna, 20 anni, accento sud americano. alla luce dei fatti, possibile vittima del Bunga-Bunga
"ciaaaaaaaaao Claudio.. seeeeeenti, stavo cercando un negozio che acquistasse delle peeellisceeeeee. roba di classe eh, niente cagate"
"allora verifico subito. che tipo di pellicce sono?"
"due di visone, una di lince e una di ermellino."
"accidenti! se è lecito chiedere, perchè se ne vuole disfare?"
"vede, queeeeste pellisce sono un regalo di uno. cretino eh. poi l'ho mandato in quel paese.
così, ho pensato, adesso è il momento di cavarsela da sola."
"chiaro."
Uomo, sui 40, agitato. sono le 22.45 di una domenica sera
"si si buonasera. mi aiuti ho un problema."
"mi dica"
"mi sta andando a fuoco la macchina. che posso fare?"
"mha... ha già chiamato i vigili del fuoco?"
"Bella idea! mi mandi il numero"
"è il 115"
"mi può mandare un messaggio?"
"glielo invio subito."
[1] a causa di un battage pubblicitario continuo da 6 anni a questa parte
[2] questo, e un pacco di soldi
[3] numero uno nella hit parade dei nomi con cui sono stato chiamato. ha superato persino il mio
giovedì 27 gennaio 2011
lunedì 24 gennaio 2011
sdraiabilmente Antonio
Venerdì sera Antonio Albanese si è presentato a Zelig nelle vesti di Cetto Laqualunque, personaggio entrato così profondamente nell'immaginario collettivo, anche grazie alle attualissime vicende di Silvio Berlusconi[1], da non aver bisogno di alcuna presentazione.
L'esibizione è stata il picco di share del baraccone di Canale 5, tristemente famoso per essere, al pari di Striscia la Notizia, una delle più riuscite espressioni del berlusconismo strisciante di questa epoca: è ovviamente Silvio che paga i lauti compensi degli artisti in scena, i quali in cambio lo crivellano di battute caricate a salve, senza mai toccare temi anche solo vagamente scottanti.
Il meccanismo è semplicissimo: i comici fanno i soldi, Silvio fa il democratico disponibile alla satira[2] e noi, dal nostro divano, ridiamo come matti. Il premio alla miglior faccia da culo lo meritano per distacco Ficarra e Picone[3], al secondo posto si piazza il Capo-comico Bisio, al terzo si posiziona la marmaglia indistinta.
In un contesto simile non riesco davvero a spiegarmi la presenza di Albanese. Uno dei migliori comici italiani degli ultimi 20 anni, dei più indipendenti nel senso puro del termine, secondo forse solo a Guzzanti per la capacità di analizzare il nostro tempo e fare pronostici sulla realtà che si rivelano tanto esatti quanto grotteschi e puntuali, si è prestato a questo meccanismo imbarazzante, per giunta con addosso proprio la maschera di Cetto[4].
Capisco che "Qualunquemente" sia uscito al cinema proprio venerdì scorso e che la prima serata di Canale 5 sia il miglior traino immaginabile, ma non mi sembra una giustificazione sufficiente[5]. Mi piacerebbe ancora credere che per certe persone, soprattutto se già ne hanno in abbondanza, i soldi non siano proprio tutto.
In sintesi Albanese è andato a fare il sosia di Berlusconi sulla sua rete ammiraglia, stravolgendo a mio avviso il senso del suo stesso messaggio e disinnescando la carica del personaggio; sembra che Berlusconi oggi possa davvero disporre di tutto, tanto dei corpi di giovani sprovvedute quanto delle menti di quei pochissimi comici che sembrano, o sembravano, elevarsi sopra la media.
E a te, caro Antonio, va il più sentito: 'N t'u culu.
L'esibizione è stata il picco di share del baraccone di Canale 5, tristemente famoso per essere, al pari di Striscia la Notizia, una delle più riuscite espressioni del berlusconismo strisciante di questa epoca: è ovviamente Silvio che paga i lauti compensi degli artisti in scena, i quali in cambio lo crivellano di battute caricate a salve, senza mai toccare temi anche solo vagamente scottanti.
Il meccanismo è semplicissimo: i comici fanno i soldi, Silvio fa il democratico disponibile alla satira[2] e noi, dal nostro divano, ridiamo come matti. Il premio alla miglior faccia da culo lo meritano per distacco Ficarra e Picone[3], al secondo posto si piazza il Capo-comico Bisio, al terzo si posiziona la marmaglia indistinta.
In un contesto simile non riesco davvero a spiegarmi la presenza di Albanese. Uno dei migliori comici italiani degli ultimi 20 anni, dei più indipendenti nel senso puro del termine, secondo forse solo a Guzzanti per la capacità di analizzare il nostro tempo e fare pronostici sulla realtà che si rivelano tanto esatti quanto grotteschi e puntuali, si è prestato a questo meccanismo imbarazzante, per giunta con addosso proprio la maschera di Cetto[4].
Capisco che "Qualunquemente" sia uscito al cinema proprio venerdì scorso e che la prima serata di Canale 5 sia il miglior traino immaginabile, ma non mi sembra una giustificazione sufficiente[5]. Mi piacerebbe ancora credere che per certe persone, soprattutto se già ne hanno in abbondanza, i soldi non siano proprio tutto.
In sintesi Albanese è andato a fare il sosia di Berlusconi sulla sua rete ammiraglia, stravolgendo a mio avviso il senso del suo stesso messaggio e disinnescando la carica del personaggio; sembra che Berlusconi oggi possa davvero disporre di tutto, tanto dei corpi di giovani sprovvedute quanto delle menti di quei pochissimi comici che sembrano, o sembravano, elevarsi sopra la media.
E a te, caro Antonio, va il più sentito: 'N t'u culu.
[1] in questo blog non userò espressioni grillesche o nomignoli sagaci per descrivere il nostro presidente del consiglio. Nome e cognome ormai sintetizzano tutti gli appellativi possibili.
[2] salvo poi disintegrare luttazzi quando gli diede seriamente fastidio [2-1]
[3] i quali, pur bravini, prendono razione doppia lavorando anche a Striscia in primavera. A zelig, poi, hanno perfino la faccia tosta di presentarsi in scena travestiti da avvocati intenti a scrivere leggi ad personam per i loro clienti. Potrebbe sembrare satira, ma provate a guardarne un pezzo.
[4] il personaggio che ha messo a fuoco Berlusconi e il suo mondo meglio di qualsiaso altro, imitazioni comprese.
[5] benchè io sia consapevole che senza i 7 mln di spettatori a zelig il film difficilmente avrebbe incassato gli attuali 5 mln di euro nei primi 3 giorni di programmazione.
[2-1] quando era ancora credibile
venerdì 21 gennaio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
wow
Alle superiori il mio professore di filosofia usava classificare i filosofi in base alla lunghezza delle loro opere. indicativamente colui che aveva scritto meno di 300 pagine era stato un mentecatto senza appello, fra le 300 e le 700 uno che tutto sommato aveva avuto qualcosa da dire, attorno alle 1000 un filosofo con tutti i crismi.
Tutte le parti strumentali sono phantastiche, i testi interessanti anche se meno ispirati in certi tratti: nel complesso le 28 canzoni sono quasi tutte grandi canzoni, con qualche episodio meno riuscito (ce n'era qualcuno anche in Mellon Collie dei Pumpkins, del resto).* probabilmente sto parlando della pietra miliare su cui si valuteranno i dischi italiani dei prossimi dieci anni, o almeno lo spero.
Sono proprio le proporzioni mastodontiche a renderlo un esemplare unico. in un momento in cui altri fanno fatica a scrivere 3 pezzi buoni, su cui puntano tutto, e ad accrocchiarne altri 6 mediocri per partorire il dischetto istantaneamente dimenticabile, i Verdena si eclissano per quattro anni e poi si ripresentano con quasi due ore di musica allucinante, originale, viva, indimenticabile.
Mi chiedo perchè altri gruppi non seguano lo stesso esempio, sfanculando le major per sottrarsi al giogo "Disco-singolo-video-tour-secondo video-edizione speciale del disco con inedito-video dell'inedito". forse non possono perchè con la musica ci vorrebero anche mangiare, e li capisco. non piangano, però, quando avranno venduto un quinto di "Wow".
*per una vera recensione, rivolgetevi altrove. fosse per me scriverei "Il disco è bello "o "il disco fa cagare". questo è bellissimo
Di conseguenza il mio professore stravedeva per Kant e sbertucciava Kierkegaard. Curiosa eccezione era rappresentata dal "Capitale": l'innegabile lunghezza non bastava comunque a salvare Marx dal rango di mentecatto. doveva esserci dell'altro.
a me invece Søren piaceva, e anche quella pop-star di Schopenhauer. in compenso, mi faceva abbastanza pena valutare la "cultura" un tanto al chilo. in un certo senso, sbagliavo.
Oggi ho scaricato il nuovo disco dei verdena. "Wow", album doppio, 28 tracce. tanta roba, tantissima se confrontata con il panorama asfittico della musica italiana contemporanea, indipendente e non.a me invece Søren piaceva, e anche quella pop-star di Schopenhauer. in compenso, mi faceva abbastanza pena valutare la "cultura" un tanto al chilo. in un certo senso, sbagliavo.
Tutte le parti strumentali sono phantastiche, i testi interessanti anche se meno ispirati in certi tratti: nel complesso le 28 canzoni sono quasi tutte grandi canzoni, con qualche episodio meno riuscito (ce n'era qualcuno anche in Mellon Collie dei Pumpkins, del resto).* probabilmente sto parlando della pietra miliare su cui si valuteranno i dischi italiani dei prossimi dieci anni, o almeno lo spero.
Sono proprio le proporzioni mastodontiche a renderlo un esemplare unico. in un momento in cui altri fanno fatica a scrivere 3 pezzi buoni, su cui puntano tutto, e ad accrocchiarne altri 6 mediocri per partorire il dischetto istantaneamente dimenticabile, i Verdena si eclissano per quattro anni e poi si ripresentano con quasi due ore di musica allucinante, originale, viva, indimenticabile.
Mi chiedo perchè altri gruppi non seguano lo stesso esempio, sfanculando le major per sottrarsi al giogo "Disco-singolo-video-tour-secondo video-edizione speciale del disco con inedito-video dell'inedito". forse non possono perchè con la musica ci vorrebero anche mangiare, e li capisco. non piangano, però, quando avranno venduto un quinto di "Wow".
*per una vera recensione, rivolgetevi altrove. fosse per me scriverei "Il disco è bello "o "il disco fa cagare". questo è bellissimo
lunedì 14 giugno 2010
il Toro resta.
Il Toro resta in serie B.
perdere la finale dei play-off mentre già si assaporano le voluttà della serie A è un pò come retrocedere una seconda volta.
Non mi va di ringraziare nessuno dei giocatori oggi, nè tantomeno la società o il presidente. la risalita nella massima serie sarebbe dovuta essere un atto dovuto, non un'impresa. Noi siamo il Toro, la prima squadra di torino per numero di tifosi, e la Serie A ci appartiene. lo dice la storia, il blasone, la nostra magnifica Maratona, i nostri eroici ex-giocatori e allenatori (senza andare troppo indietro, gente come Emiliano Mondonico e Roberto Muzzi). lo dice il cuore, lo dice lo spirito.
Poche partite all'altezza della nostra storia e del nostro proverbiale tremendismo (le quattro dei play-off più un paio della regular-season) non bastano a cancellare una stagione allucinante fatta di clamorosi rovesci (toro-padova 0-1, alla 6a stagionale, toro-crotone 1-2 alla 16a e toro-salernitana 2-3, con loro già retrocessi, alla 26.a) e squallidi pareggi, forse ancor più difficili da digerire (Toro-piacenza 1-1, Toro Cesena 1-1, 35a e 36a giornata) in casa, oltre alle imbarazzanti vicende avvenute fuori dal campo.
Come si evince dalle statistiche, le figure di merda stagionali sono sia precedenti che successive alla famosa rivoluzione di gennaio, dove l'ultimo d.s. Petrachi ha dato una nuova definizione al proverbio "fare le nozze coi fichi secchi". Senza spendere praticamente un euro è riuscito a far arrivare una decina di nuovi giocatori, per lo più interessanti, e a tagliare temporaneamente i rami secchi (DDM, Colombo, Loviso, Calderoni) che comunque avremo presto nuovamente sul groppone.
Trovo soprattutto imperdonabile il non aver acquistato una qualsiasi seconda punta integra ed esperta di categoria (quanto mai poteva costare?), preferendo andare a pescare "el Pescador" Salgado addirittura in Lega Pro. l'apporto di suddetto giocatore, come di Antonelli, Gorobsov e Statella, è stato nullo, in definitiva. quello degli epurati di gennaio, di Leon, Gasbarroni, Rivalta, Loria, Zoboli e di Pià è stato addirittura dannoso. a far intravedere buone qualità non del tutto espresse Pestrin, Rubin, Scaglia, Garofalo, D'aiello e Genevier (ma non sono dei fenomeni, in A temo se li mangerebbero, vedi Rubin Garofalo e Genevier).
Potessi, ripartirei da Morello, Sereni, D'ambrosio, Ogbonna, Barusso e Bianchi. Non è certo un caso che siano gli unici ad avere offerte. Rolando, soprattutto, è stata l'unica nota davvero memorabile di questa stagione. Un capitano e un signor giocatore come non se ne vedevano da parecchi anni, per qualità umane e tecniche riunite nella stessa persona. è stato anche l'unico a darci l'impressione di essersi innamorato di questa maglia almeno quanto noi ci siamo innamorati di lui.
Spero sul serio che rimanga, ma avendo fallito la promozione se ne andrà al 99%. Anche Ogbonna potrebbe andarsene, e persino D'ambrosio. Bisogna essere obbiettivi, e prepararsi al peggio.
Lo stesso Cairo potrebbe vendere, se trovasse un compratore serio (anche se mi pare che non ci sia nessuno alla porta). L'operato del presidente resta certamente controverso; io dico solo che le rose di brescia, cesena e lecce sulla carta non erano migliori delle nostre, cioè che Cairo non abbia speso meno o peggio di Corioni o Semeraro, per esempio, per non parlare del miracolo-Cesena.
Nel frattempo Colantuono (che non abbiamo mai apprezzato più di tanto) ammette di aver disputato i play-off già virtualmente seduto sulla panchina dell'Atalanta. Del resto, obbiettivamente, non è mai stato in grado di regalarci un gioco, quindi non credo lo rimpiangeremo troppo.
In buona sostanza, chi vuole abbandoni pure la nave. Noi saremo sempre qui.
Il Toro siamo noi.
Il Toro resta, e basta.
perdere la finale dei play-off mentre già si assaporano le voluttà della serie A è un pò come retrocedere una seconda volta.
Non mi va di ringraziare nessuno dei giocatori oggi, nè tantomeno la società o il presidente. la risalita nella massima serie sarebbe dovuta essere un atto dovuto, non un'impresa. Noi siamo il Toro, la prima squadra di torino per numero di tifosi, e la Serie A ci appartiene. lo dice la storia, il blasone, la nostra magnifica Maratona, i nostri eroici ex-giocatori e allenatori (senza andare troppo indietro, gente come Emiliano Mondonico e Roberto Muzzi). lo dice il cuore, lo dice lo spirito.
Poche partite all'altezza della nostra storia e del nostro proverbiale tremendismo (le quattro dei play-off più un paio della regular-season) non bastano a cancellare una stagione allucinante fatta di clamorosi rovesci (toro-padova 0-1, alla 6a stagionale, toro-crotone 1-2 alla 16a e toro-salernitana 2-3, con loro già retrocessi, alla 26.a) e squallidi pareggi, forse ancor più difficili da digerire (Toro-piacenza 1-1, Toro Cesena 1-1, 35a e 36a giornata) in casa, oltre alle imbarazzanti vicende avvenute fuori dal campo.
Come si evince dalle statistiche, le figure di merda stagionali sono sia precedenti che successive alla famosa rivoluzione di gennaio, dove l'ultimo d.s. Petrachi ha dato una nuova definizione al proverbio "fare le nozze coi fichi secchi". Senza spendere praticamente un euro è riuscito a far arrivare una decina di nuovi giocatori, per lo più interessanti, e a tagliare temporaneamente i rami secchi (DDM, Colombo, Loviso, Calderoni) che comunque avremo presto nuovamente sul groppone.
Trovo soprattutto imperdonabile il non aver acquistato una qualsiasi seconda punta integra ed esperta di categoria (quanto mai poteva costare?), preferendo andare a pescare "el Pescador" Salgado addirittura in Lega Pro. l'apporto di suddetto giocatore, come di Antonelli, Gorobsov e Statella, è stato nullo, in definitiva. quello degli epurati di gennaio, di Leon, Gasbarroni, Rivalta, Loria, Zoboli e di Pià è stato addirittura dannoso. a far intravedere buone qualità non del tutto espresse Pestrin, Rubin, Scaglia, Garofalo, D'aiello e Genevier (ma non sono dei fenomeni, in A temo se li mangerebbero, vedi Rubin Garofalo e Genevier).
Potessi, ripartirei da Morello, Sereni, D'ambrosio, Ogbonna, Barusso e Bianchi. Non è certo un caso che siano gli unici ad avere offerte. Rolando, soprattutto, è stata l'unica nota davvero memorabile di questa stagione. Un capitano e un signor giocatore come non se ne vedevano da parecchi anni, per qualità umane e tecniche riunite nella stessa persona. è stato anche l'unico a darci l'impressione di essersi innamorato di questa maglia almeno quanto noi ci siamo innamorati di lui.
Spero sul serio che rimanga, ma avendo fallito la promozione se ne andrà al 99%. Anche Ogbonna potrebbe andarsene, e persino D'ambrosio. Bisogna essere obbiettivi, e prepararsi al peggio.
Lo stesso Cairo potrebbe vendere, se trovasse un compratore serio (anche se mi pare che non ci sia nessuno alla porta). L'operato del presidente resta certamente controverso; io dico solo che le rose di brescia, cesena e lecce sulla carta non erano migliori delle nostre, cioè che Cairo non abbia speso meno o peggio di Corioni o Semeraro, per esempio, per non parlare del miracolo-Cesena.
Nel frattempo Colantuono (che non abbiamo mai apprezzato più di tanto) ammette di aver disputato i play-off già virtualmente seduto sulla panchina dell'Atalanta. Del resto, obbiettivamente, non è mai stato in grado di regalarci un gioco, quindi non credo lo rimpiangeremo troppo.
In buona sostanza, chi vuole abbandoni pure la nave. Noi saremo sempre qui.
Il Toro siamo noi.
Il Toro resta, e basta.
mercoledì 19 maggio 2010
Draquila, di Sabina Guzzanti (appunti sparsi)
- questa è la dittatura della merda. non ci sono i gendarmi che ci picchiano se parliamo ancora male e ad alta voce del regime, non ci danno l'olio di ricino per farci cagare addosso, non ci fanno fare il passo dell'oca o il saluto romano. potremmo andarcene in giro per l'europa senza problemi, se volessimo scappare, e fumarci le canne per la strada. Non essendoci un nemico fisico manifesto, un impedimento reale, non torneranno nè i partigiani nè le Br. Non sappiamo effettivamente dove sfogare la nostra frustrazione e continuiamo coi nostri discorsi da intellettuali oziosi dietro i boccali di birra, fino al prossimo documentario scandalo che per un paio d'ore ci strappi dal torpore.
- tutti quanti, come italiani, siamo degli stronzi. chi ha votato per Berlusconi, chi non ha votato affatto, chi ha votato per questa opposizione, chi fa parte di questa opposizione, chi gestisce eventuali opposizioni alternative. il Pd è un partito ectoplasmatico, i Grillini si scioglieranno come neve al sole, i giovani studenti sfilano travestiti da pagliacci o si sdraiano in rettorato, gli autonomi tirano sampietrini contro quattro stronzi in tenuta anti sommossa, io mi lamento e mi incazzo e basta. wow, lassù si staranno cagando addosso.
- ogni volta che ci scandalizziamo per qualcosa, dobbiamo sempre ricordarci che c'è qualcosa di peggio che ci stanno tenendo nascosto. quando lo scopriremo, ricordiamoci anche che probabilmente non ci stiamo rendendo conto di qualcosa di ancora molto peggio.
- ruota tutto attorno alla figa. l'uomo medio vuole i soldi perchè dove ci sono i soldi c'è la figa ( mediaset, i calciatori) e quindi vota a destra, sperando di averne un pò. Da Berlusconi in giù, soldi e potere sono condizioni da raggiungere per scoparsi le donne più belle; basta ascoltare di cosa parlano questi geni del male nelle intercettazioni.
riportiamo la figa a sinistra, come negli anni '60, e avremo risolto.
- tutti quanti, come italiani, siamo degli stronzi. chi ha votato per Berlusconi, chi non ha votato affatto, chi ha votato per questa opposizione, chi fa parte di questa opposizione, chi gestisce eventuali opposizioni alternative. il Pd è un partito ectoplasmatico, i Grillini si scioglieranno come neve al sole, i giovani studenti sfilano travestiti da pagliacci o si sdraiano in rettorato, gli autonomi tirano sampietrini contro quattro stronzi in tenuta anti sommossa, io mi lamento e mi incazzo e basta. wow, lassù si staranno cagando addosso.
- ogni volta che ci scandalizziamo per qualcosa, dobbiamo sempre ricordarci che c'è qualcosa di peggio che ci stanno tenendo nascosto. quando lo scopriremo, ricordiamoci anche che probabilmente non ci stiamo rendendo conto di qualcosa di ancora molto peggio.
- ruota tutto attorno alla figa. l'uomo medio vuole i soldi perchè dove ci sono i soldi c'è la figa ( mediaset, i calciatori) e quindi vota a destra, sperando di averne un pò. Da Berlusconi in giù, soldi e potere sono condizioni da raggiungere per scoparsi le donne più belle; basta ascoltare di cosa parlano questi geni del male nelle intercettazioni.
riportiamo la figa a sinistra, come negli anni '60, e avremo risolto.
venerdì 30 aprile 2010
primo maggio
Domani è la festa dei lavoratori, come ricorda persino la home-page di Google.
Che non ci sia molto da festeggiare è evidente a tutti: morti bianche, disoccupazione, precariato, sindacati inesistenti o al limite corrotti, contratti-truffa, datori di lavoro cravattari, ritenute d'acconto da far girare la testa (per le mie prestazioni come distributore del quotidiano City per il mese di marzo la "Publigroup" mi ha corrisposto la bellezza di 265 euro lordi, che diventano 212 euro netti. 53 euro di tasse, rendiamoci conto). Ho sempre partecipato alla classica manifestazione mattutina quando ero studente (è curioso che la percentuale di studenti in piazza sia stata quasi sempre superiore a quella degli effettivi lavoratori); mi piaceva l'idea di prendere parte ad un corteo trasversale, per celebrare quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto/dovere di tutti. E' la costituzione, del resto, a sancire che la nostra sia un repubblica democratica (ehm, più o meno) fondata sul lavoro.
ora che oso definirmi lavoratore (in quanto già laureato e attualmente "contrattato" a tempo determinato) non potrò sfilare col corteo, dato che il caso vuole che domani sia di turno e i tempi tecnici mi impediscano di manifestare in mattinata e presentarmi puntuale alle 14 riposato, docciato, vestito, sbarbato e nutrito sul posto di lavoro. non si tratta di una presa di posizione, tutt'altro; se potessi, anzi, parteciperei con ancora più convinzione rispetto al passato, sebbene tutte le mie urla e i miei canti non siano serviti a nulla.
domattina quindi, se potete, sfogatevi anche per me.
colonna sonora: Primo Maggio, Marlene Kuntz
http://www.youtube.com/watch?v=FkXCOAfpOa4
Che non ci sia molto da festeggiare è evidente a tutti: morti bianche, disoccupazione, precariato, sindacati inesistenti o al limite corrotti, contratti-truffa, datori di lavoro cravattari, ritenute d'acconto da far girare la testa (per le mie prestazioni come distributore del quotidiano City per il mese di marzo la "Publigroup" mi ha corrisposto la bellezza di 265 euro lordi, che diventano 212 euro netti. 53 euro di tasse, rendiamoci conto). Ho sempre partecipato alla classica manifestazione mattutina quando ero studente (è curioso che la percentuale di studenti in piazza sia stata quasi sempre superiore a quella degli effettivi lavoratori); mi piaceva l'idea di prendere parte ad un corteo trasversale, per celebrare quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto/dovere di tutti. E' la costituzione, del resto, a sancire che la nostra sia un repubblica democratica (ehm, più o meno) fondata sul lavoro.
ora che oso definirmi lavoratore (in quanto già laureato e attualmente "contrattato" a tempo determinato) non potrò sfilare col corteo, dato che il caso vuole che domani sia di turno e i tempi tecnici mi impediscano di manifestare in mattinata e presentarmi puntuale alle 14 riposato, docciato, vestito, sbarbato e nutrito sul posto di lavoro. non si tratta di una presa di posizione, tutt'altro; se potessi, anzi, parteciperei con ancora più convinzione rispetto al passato, sebbene tutte le mie urla e i miei canti non siano serviti a nulla.
domattina quindi, se potete, sfogatevi anche per me.
colonna sonora: Primo Maggio, Marlene Kuntz
http://www.youtube.com/watch?v=FkXCOAfpOa4
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