mercoledì 19 maggio 2010

Draquila, di Sabina Guzzanti (appunti sparsi)

- questa è la dittatura della merda. non ci sono i gendarmi che ci picchiano se parliamo ancora male e ad alta voce del regime, non ci danno l'olio di ricino per farci cagare addosso, non ci fanno fare il passo dell'oca o il saluto romano. potremmo andarcene in giro per l'europa senza problemi, se volessimo scappare, e fumarci le canne per la strada. Non essendoci un nemico fisico manifesto, un impedimento reale, non torneranno nè i partigiani nè le Br. Non sappiamo effettivamente dove sfogare la nostra frustrazione e continuiamo coi nostri discorsi da intellettuali oziosi dietro i boccali di birra, fino al prossimo documentario scandalo che per un paio d'ore ci strappi dal torpore.

- tutti quanti, come italiani, siamo degli stronzi. chi ha votato per Berlusconi, chi non ha votato affatto, chi ha votato per questa opposizione, chi fa parte di questa opposizione, chi gestisce eventuali opposizioni alternative. il Pd è un partito ectoplasmatico, i Grillini si scioglieranno come neve al sole, i giovani studenti sfilano travestiti da pagliacci o si sdraiano in rettorato, gli autonomi tirano sampietrini contro quattro stronzi in tenuta anti sommossa, io mi lamento e mi incazzo e basta. wow, lassù si staranno cagando addosso.

- ogni volta che ci scandalizziamo per qualcosa, dobbiamo sempre ricordarci che c'è qualcosa di peggio che ci stanno tenendo nascosto. quando lo scopriremo, ricordiamoci anche che probabilmente non ci stiamo rendendo conto di qualcosa di ancora molto peggio.

- ruota tutto attorno alla figa. l'uomo medio vuole i soldi perchè dove ci sono i soldi c'è la figa ( mediaset, i calciatori) e quindi vota a destra, sperando di averne un pò. Da Berlusconi in giù, soldi e potere sono condizioni da raggiungere per scoparsi le donne più belle; basta ascoltare di cosa parlano questi geni del male nelle intercettazioni.
riportiamo la figa a sinistra, come negli anni '60, e avremo risolto.

venerdì 30 aprile 2010

primo maggio

Domani è la festa dei lavoratori, come ricorda persino la home-page di Google.
Che non ci sia molto da festeggiare è evidente a tutti: morti bianche, disoccupazione, precariato, sindacati inesistenti o al limite corrotti, contratti-truffa, datori di lavoro cravattari, ritenute d'acconto da far girare la testa (per le mie prestazioni come distributore del quotidiano City per il mese di marzo la "Publigroup" mi ha corrisposto la bellezza di 265 euro lordi, che diventano 212 euro netti. 53 euro di tasse, rendiamoci conto). Ho sempre partecipato alla classica manifestazione mattutina quando ero studente (è curioso che la percentuale di studenti in piazza sia stata quasi sempre superiore a quella degli effettivi lavoratori); mi piaceva l'idea di prendere parte ad un corteo trasversale, per celebrare quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto/dovere di tutti. E' la costituzione, del resto, a sancire che la nostra sia un repubblica democratica (ehm, più o meno) fondata sul lavoro.
ora che oso definirmi lavoratore (in quanto già laureato e attualmente "contrattato" a tempo determinato) non potrò sfilare col corteo, dato che il caso vuole che domani sia di turno e i tempi tecnici mi impediscano di manifestare in mattinata e presentarmi puntuale alle 14 riposato, docciato, vestito, sbarbato e nutrito sul posto di lavoro. non si tratta di una presa di posizione, tutt'altro; se potessi, anzi, parteciperei con ancora più convinzione rispetto al passato, sebbene tutte le mie urla e i miei canti non siano serviti a nulla.
domattina quindi, se potete, sfogatevi anche per me.

colonna sonora: Primo Maggio, Marlene Kuntz
http://www.youtube.com/watch?v=FkXCOAfpOa4

mercoledì 21 aprile 2010

life kills the video stars

Sandra...

CHIIIII?

Sandra!

CHIIIIIIIIIIIIII?

Mi ritiro per deliberare.


(Raimondo Vianello era un grande comico, ma ormai non lavorava seriamente da anni. i suoi siparietti con la povera Sandra mi hanno regalato risate di cuore, soprattutto quando ero più piccolo. non dico che mi mancherà, ma sicuramente senza di lui c'è meno da ridere. c'è sempre meno da ridere, accidenti. Mosca era un pagliaccio, ma di quelli buoni, in fondo. La dipartita di Santi Licheri, invece, mi è del tutto indifferente, anche se probabilmente mio nonno non la pensa così.)

lunedì 19 aprile 2010

un mese, giorno più giorno meno

è esattamente un mese che non pubblico nulla e, sinceramente, spero di esservi mancato.
il punto è che sicuramente mi è mancata la voglia di scrivere, nell'ultimo periodo; quando inizio un post e fatico a concluderlo, o mi accorgo che lo sto tirando per i capelli, lo ritengo un sintomo inequivocabile che sia il momento di fermarsi un pò a prendere fiato.
sono successe parecchie cose nell'ultimo mese, ma chissà quante di queste sono davvero memorabili. Torino è invasa dai pellegrini della Sindone, e benchè trovi il tutto abbastanza ridicolo (per non essere blasfemo a supporto delle mie opinioni cito il Vangelo secondo Giovanni, 20, 1-9: "perchè cercate tra i morti colui che è vivo?") il marasma generale mi ha portato un lavoro ottimamente pagato (anche se il City mi manca già), almeno fino al 23 maggio; devo solo vendere statuette di Tutankamon a cifre da capogiro e rispondere a tono se qualcuno mi chiede dove si trova il Museo EGGINZIO.
Allargando lo sguardo al Piemonte, invece, ci ritroviamo con un leghista presidente di regione; dopo lo smarrimento (sgomento, disperazione, desiderio di fuga... fate voi) iniziale mi chiedo solo quanto questo influenzerà seriamente le nostre vite di giovani piemontesi. aspettare è l'unico modo per valutare l'entità del danno commesso da un'orda di invasati (che lo hanno votato) e un manipolo di delusi (che hanno disperso il loro voto. Disperso... come se votare il PD fosse un atto dovuto). Più in alto ancora, l'Italia tutta attende speranzosa il litigio fra un fascista pentito e un mafioso incallito, e mentre il governo cerca di screditare Emergency (a quale scopo, poi?) con accuse di terrorismo infondate alcuni preti indicano la pagliuzza dell'omosessualità tentando di nascondere la trave della pedofilia .
vi sembra che fosse il caso di commentare avvenimenti simili?

giovedì 18 marzo 2010

Indagatus, di Carlo Vanzina

Indagatus è un film che non è mai stato girato. Narra la storia del presidente del consiglio Italiano Silvio Berlusconi che, perseguitato ingiustamente da giornalisti giustizialisti, toghe rosse e porci comunisti vari riesce ancora una volta a conservare la propria impunità avendo compreso l'importanza fondamentale del giuoco del calcio nel nostro paese. Stringendo un rapporto privilegiato col capitano della nazionale e ispirando la squadra tutta grazie alle parole del poeta Mariano Apicella, favorirà la vittoria finale ai mondiali Sudafricani del 2010 riuscendo nel contempo a ricompattare un paese diviso e creare finalmente un nuovo miracolo Italiano. Magistrali le performance di Massimo Boldi nel ruolo di Fabio Cannavaro (che, evitando coi testicoli un gol avversario all'ultimo minuto finale esclamerà "Che dolore al pallottoliere!!") e di Berlusconi nel ruolo di sè stesso: "Nessuno mi sembrava adatto.". Indimenticabile la scena finale in cui tutti i giocatori azzurri intimidiscono gli avversari ballando "Asereje" delle Las Ketchup.

un grazie a Simone.

lunedì 8 marzo 2010

8 Marzo

Oggi come saprete è "la festa della donna", ed io tendenzialmente voi donne vi amo un pò tutte (qualcuna in particolare, ca va sans dire) quindi, a corto di mimose, vi dedico questo post.
E' che ho notato la tendenza preoccupante a svilire questa ricorrenza come se fosse un San Valentino qualsiasi, coi nani dei programmi Tv intenti per un giorno e uno soltanto a valorizzare le colleghe ballerine omaggiandole con giallissimi mazzi di fiori (oooooooooh...) e spogliarelli improvvisati (mentre loro sono semi-nude come al solito, per andare sul sicuro).
Sono anche certo che stasera alcune di voi andranno a vedere un numero variabile di falsi pompieri e poliziotti ricoperti di muscoli e grasso... voglio dire, per divertirsi una sera ci sta anche, ci mancherebbe... però vi chiedo seriamente di pensare per un attimo a cosa questa Festa significhi, e a ricordarlo magari ai più distratti fra noi maschietti. Ci sono state ragazze e donne, prima di voi, che hanno lottato duramente per guadagnare i diritti (sacrosanti, peraltro) di cui godete oggi. Le classiche donne con le palle, per intenderci, che a vedersi celebrate oggi da gente come Mara Carfagna o Simona Ventura si staranno sicuramente rivoltando nella tomba.
Ho conosciuto molte ragazze davvero in gamba ultimamente, soprattutto negli ambienti di lavoro che sto frequentando; persone intelligenti, preparate e capaci, che probabilmente devono tutt'ora fare i conti con la discriminazione sessuale. D'altro canto, al di là del luogo comune, ho visto ragazze affascinanti approfittare beceramente della loro condizione per ottenere privilegi, giocando sullo stesso campo dei peggiori fra noi maschietti. Alle prime dico di non arrendersi, di raccogliere il testimone lasciato dalle pioniere russe o americane (senza fanatismo, possibilmente: come diceva qualcuno "Bisogna essere duri senza perdere la dolcezza"); alle altre chiedo solo di riflettere un pò su quanto penalizzino le prime.
Pre(te)ndete le "rose", insomma (o le mimose, nella fattispecie, per un giorno) ma non scordatevi del "pane". Buon 8 marzo a tutte.

http://www.youtube.com/watch?v=u8Y-sZ2WrfA

sabato 6 marzo 2010

Leggi ad minchiatam

Avevo cominciato a parlare delle prossime elezioni regionali in tono leggero e, visti gli avvenimenti seguenti, avrei potuto tranquillamente continuare sulla stessa falsariga. L'esclusione della lista Formigoni in Lombardia per insuffucienza di firme conformi e quella della lista Pdl nel Lazio a causa del ritardo dovuto all'acquisto di un panino al bar (semplicemente fantastico) sembravano quasi star lì apposta a ribadire che la politica in Italia viene gestita da persone che la prendono meno sul serio di quanto possa farlo il vostro blogger preferito. Oltretutto, vedere ben due liste del Pdl eliminate dalla corsa alle regionali sembrava semplicemente troppo bello per essere vero. Infatti.
La lista Formigoni è stata riammessa alla corsa elettorale dal Tar della Lombardia, dopo l'esclusione patita per mano della corte d'appello, mentre quella del Lazio sarà abilitata a concorrere nuovamente avvalendosi del classico decreto ad hoc, firmato nella giornata di ieri anche da "Ponzio Pilato" Napolitano (Di Pietro dixit, anche se io ormai lo definirei il nonno rincoglionito di Pulcinella. il problema è che le sue decisoni "controverse" hanno un peso specifico enorme). C'è da non crederci.
Mi domando se non sia stata varcata l'ennesima frontiera del ridicolo, mi domando (e la risposta mi spaventa seriamente) cosa ci toccherà ingoiare la prossima volta. Se delle regole ci sono, vanno rispettate: se una lista non corrisponde ai parametri di ammissione, non va ammessa. Semplice, cristallino. Ma in questo paese ormai, se si è dalla parte giusta, si può fare tutto alla cazzo senza subire la minima conseguenza, dal momento che si ha la certezza che una legge creata a tavolino porrà rimedio alla minchiata appena fatta. Quando si perde la partita si cambiano le regole.
Sempre secondo Napolitano, poi, l'assenza del Pdl sarebbe stata insostenibile perchè una larga parte della popolazione si sarebbe ritrovata non rappresentata alle prossime elezioni solo a causa di un vizio di forma. Io a quella larga parte di elettori risponderei semplicemente di scegliersi dei rappresentanti meno imbecilli.