giovedì 18 marzo 2010

Indagatus, di Carlo Vanzina

Indagatus è un film che non è mai stato girato. Narra la storia del presidente del consiglio Italiano Silvio Berlusconi che, perseguitato ingiustamente da giornalisti giustizialisti, toghe rosse e porci comunisti vari riesce ancora una volta a conservare la propria impunità avendo compreso l'importanza fondamentale del giuoco del calcio nel nostro paese. Stringendo un rapporto privilegiato col capitano della nazionale e ispirando la squadra tutta grazie alle parole del poeta Mariano Apicella, favorirà la vittoria finale ai mondiali Sudafricani del 2010 riuscendo nel contempo a ricompattare un paese diviso e creare finalmente un nuovo miracolo Italiano. Magistrali le performance di Massimo Boldi nel ruolo di Fabio Cannavaro (che, evitando coi testicoli un gol avversario all'ultimo minuto finale esclamerà "Che dolore al pallottoliere!!") e di Berlusconi nel ruolo di sè stesso: "Nessuno mi sembrava adatto.". Indimenticabile la scena finale in cui tutti i giocatori azzurri intimidiscono gli avversari ballando "Asereje" delle Las Ketchup.

un grazie a Simone.

lunedì 8 marzo 2010

8 Marzo

Oggi come saprete è "la festa della donna", ed io tendenzialmente voi donne vi amo un pò tutte (qualcuna in particolare, ca va sans dire) quindi, a corto di mimose, vi dedico questo post.
E' che ho notato la tendenza preoccupante a svilire questa ricorrenza come se fosse un San Valentino qualsiasi, coi nani dei programmi Tv intenti per un giorno e uno soltanto a valorizzare le colleghe ballerine omaggiandole con giallissimi mazzi di fiori (oooooooooh...) e spogliarelli improvvisati (mentre loro sono semi-nude come al solito, per andare sul sicuro).
Sono anche certo che stasera alcune di voi andranno a vedere un numero variabile di falsi pompieri e poliziotti ricoperti di muscoli e grasso... voglio dire, per divertirsi una sera ci sta anche, ci mancherebbe... però vi chiedo seriamente di pensare per un attimo a cosa questa Festa significhi, e a ricordarlo magari ai più distratti fra noi maschietti. Ci sono state ragazze e donne, prima di voi, che hanno lottato duramente per guadagnare i diritti (sacrosanti, peraltro) di cui godete oggi. Le classiche donne con le palle, per intenderci, che a vedersi celebrate oggi da gente come Mara Carfagna o Simona Ventura si staranno sicuramente rivoltando nella tomba.
Ho conosciuto molte ragazze davvero in gamba ultimamente, soprattutto negli ambienti di lavoro che sto frequentando; persone intelligenti, preparate e capaci, che probabilmente devono tutt'ora fare i conti con la discriminazione sessuale. D'altro canto, al di là del luogo comune, ho visto ragazze affascinanti approfittare beceramente della loro condizione per ottenere privilegi, giocando sullo stesso campo dei peggiori fra noi maschietti. Alle prime dico di non arrendersi, di raccogliere il testimone lasciato dalle pioniere russe o americane (senza fanatismo, possibilmente: come diceva qualcuno "Bisogna essere duri senza perdere la dolcezza"); alle altre chiedo solo di riflettere un pò su quanto penalizzino le prime.
Pre(te)ndete le "rose", insomma (o le mimose, nella fattispecie, per un giorno) ma non scordatevi del "pane". Buon 8 marzo a tutte.

http://www.youtube.com/watch?v=u8Y-sZ2WrfA

sabato 6 marzo 2010

Leggi ad minchiatam

Avevo cominciato a parlare delle prossime elezioni regionali in tono leggero e, visti gli avvenimenti seguenti, avrei potuto tranquillamente continuare sulla stessa falsariga. L'esclusione della lista Formigoni in Lombardia per insuffucienza di firme conformi e quella della lista Pdl nel Lazio a causa del ritardo dovuto all'acquisto di un panino al bar (semplicemente fantastico) sembravano quasi star lì apposta a ribadire che la politica in Italia viene gestita da persone che la prendono meno sul serio di quanto possa farlo il vostro blogger preferito. Oltretutto, vedere ben due liste del Pdl eliminate dalla corsa alle regionali sembrava semplicemente troppo bello per essere vero. Infatti.
La lista Formigoni è stata riammessa alla corsa elettorale dal Tar della Lombardia, dopo l'esclusione patita per mano della corte d'appello, mentre quella del Lazio sarà abilitata a concorrere nuovamente avvalendosi del classico decreto ad hoc, firmato nella giornata di ieri anche da "Ponzio Pilato" Napolitano (Di Pietro dixit, anche se io ormai lo definirei il nonno rincoglionito di Pulcinella. il problema è che le sue decisoni "controverse" hanno un peso specifico enorme). C'è da non crederci.
Mi domando se non sia stata varcata l'ennesima frontiera del ridicolo, mi domando (e la risposta mi spaventa seriamente) cosa ci toccherà ingoiare la prossima volta. Se delle regole ci sono, vanno rispettate: se una lista non corrisponde ai parametri di ammissione, non va ammessa. Semplice, cristallino. Ma in questo paese ormai, se si è dalla parte giusta, si può fare tutto alla cazzo senza subire la minima conseguenza, dal momento che si ha la certezza che una legge creata a tavolino porrà rimedio alla minchiata appena fatta. Quando si perde la partita si cambiano le regole.
Sempre secondo Napolitano, poi, l'assenza del Pdl sarebbe stata insostenibile perchè una larga parte della popolazione si sarebbe ritrovata non rappresentata alle prossime elezioni solo a causa di un vizio di forma. Io a quella larga parte di elettori risponderei semplicemente di scegliersi dei rappresentanti meno imbecilli.


lunedì 1 marzo 2010

Manuale del buon Promoter: #2 La Carnagione Chiara

"Buongiorno! Le interessa una guida turistica della città di Londra?"
"E' nuova di questa settimana? Quanto costa?"
"Si signore, è quella nuova. Costa 3 euro"
"Allora la prendo"
"La compri dal mio collega qui di fianco"*
"No, da lui no. Arrivederci."

*il mio collega del Bangladesh

Manuale del buon Promoter: #1 La Botta di culo

"Ti interessa una guida turistica della città di Londra?"
"No grazie!" Sorriso
"Dai, magari ti ci porta il tuo ragazzo!"
"Ecco, veramente mi ha lasciato l'altro ieri. Stavamo insieme da tre anni"
"Mi spiace... buona giornata..."
"Eh. si, si." Occhi lucidi

Oxford

"Buongiorno! Le interessa una guida turistica della città di Londra?"
"No, non me ne fotte un cazzo."
Il cliente dei miei sogni. Purtroppo è sparito subito.

domenica 28 febbraio 2010

Bastardi Senza Gloria (e un pò azzurri)

Ho rivisto per la terza volta l'ultimo filmaccio (in senso buono) di Quentin Tarantino, dopo averlo notato troneggiare sullo scaffale principale del mio edicolante di fiducia. Non ho saputo resistere all'acquisto, pungolato peraltro dalla più classica delle trappole del commerciante: "Sai, è l'ultima copia che mi resta".
Un affare, mentre a malincuore stavo già riflettendo sul fatto che un dvd mi costi quasi tre ore di lavoro. (aggiungo che detesto comprare Panorama ma sono costretto ad ammettere che sia il giornale con gli inserti migliori. Inoltre, scaraventarlo nel bidone della rumenta appena fuori dall'edicola per tenersi solo il Dvd è per me una soddisfazione non da poco).
Inutile che ribadisca ancora una volta quanto mi abbiano fatto impazzire i Bastardi. Belli sporchi e cattivi, spietati, decisi e decisivi, forse non troppo acuti ma a tratti esilaranti. Appena fuori dalla sala anche io, come Tarantino stesso per bocca del tenente Aldo Raine nell'ultima scena della pellicola, avevo esclamato "Potrebbe essere il suo capolavoro!", e a tutt'oggi ne sono ancora convinto.
Fermo restando il livello tecnico altissimo dei film precedenti, l'attenzione maniacale per ogni dettaglio, la capacità non comune di tratteggiare personaggi e situazioni talmente assurdi da entrare immediatamente nel mito cinematografico, un cast perfettamente in parte da Pitt a Waltz passando (magari...) per la Laurent (menzione d'onore per Eli Roth, indimenticabile Orso Ebreo che punisce i nazisti armato di mazza da Baseball) e una colonna sonora da urlo, il tratto distintivo di Inglorious Basterds rispetto a tutti gli altri film del regista americano è la collocazione in un periodo storico preciso, il coraggio finalmente di rapportarsi a un avvenimento (e quale, poi) realmente accaduto, declinandolo in maniera totalmente personale.
Reservoir Dogs, Pulp Fiction, Jackie Brown e Kill Bill (Deathproof non lo considero nemmeno) avevano a mio giudizio questa unica pecca, e cioè di essere universi chiusi, di non aver alcun collegamento con la Storia. I Bastardi invece si muovono, ovviamente a modo loro, in un contesto che più reale non è possibile immaginare. E nonostante l'assurdità della vicenda narrata, Tarantino riesce con somma maestria a giustificare tutto ciò che succede, a rendere tutto plausibile, compreso l'assassinio finale nel cinema (unico luogo in cui Tarantino poteva situarlo) di Hitler. In altre parole, secondo me, se i Bastardi fossero realmente esistiti probabilmente la seconda guerra mondiale sarebbe anche potuta terminare in questo modo.
Riducendo poi la trama al minimo assoluto, abbiamo un pugno di perseguitati (in quanto ebrei durante il nazismo) che si oppongono ad un Regime Tirannico molto più potente di loro usando tecniche di resistenza Apache (lo dice Pitt stesso); se ci si pensa un attimo, è anche la stessa trama dell'altra pellicola dell'ultimo periodo che rimarrà negli annali della storia del cinema, Avatar. Qui i Bastardi sono buoni, blu e alti un paio di metri, ma la sostanza non cambia. Anche i Na'avi ricordano gli Apache per abitudini di vita, estetica e armi a disposizione, sono militarmente più deboli dei loro avversari ma trionfano (con sommo godimento del pubblico tutto) a dispetto delle forze in campo, usando il cuore e l'ingegno (come i Bastardi, in fondo).
Ma allora se al cinema le masse si appassionano per le minoranze (etniche o meno) che lottano, resistono e non si arrendono nemmeno quando la situazione è disperata, com'è che il mondo è sempre dominato dai Berlusconi mentre tutti quanti abbassano la testa? non sarebbe ora di una nostra piccola resistenza Apache?